Ecobonus 2017, Bonus Ristrutturazioni, Bonus Mobili: tutte le novità della Legge di Stabilità .

Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri della Legge di Stabilità 2017 sono stati confermati ed estesi i benefici fiscali sulla casa, inclusi il bonus ristrutturazioni e l’ecobonus. 

Bonus casa: quali novità? 

Nel 2017 arriva la novità del cosiddetto “sismabonus” con agevolazioni sull’Irpef fino all’85% del costo sostenuto.

Di seguito ecco quali sono i benefici fiscali nel dettaglio. 

Ecobonus 2017: cosa cambia? 

Il cosiddetto ecobonus, il beneficio fiscale concesso ai contribuenti che investono nel miglioramento delle prestazioni energetiche della casa, è stato confermato nella misura del 65% per ben 5 anni, dal 2017 al 2021.

Non è la sola novità, il bonus infatti aumenta e arriva al 70% del costo sostenuto per gli interventi che hanno un’incidenza superiore al 25% della superficie dell’edificio, arrivando poi al 75% per i lavori volti al miglioramento della prestazione energetica, sia invernale che estiva.

In pratica, quindi, i costi sostenuti per i lavori di efficientamento energetico sonodetraibili dall’Irpef nella percentuale specificata e in 10 rate dello stesso importo. 

Ecobonus 2017: chi può ottenerlo? 

Possono avere accesso all’ecobonus i contribuenti che investono nella riduzione del fabbisogno energetico fino alla soglia massima di 30mila euro per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione, 60mila euro per i lavori di riqualificazionedell’involucro di edifici esistenti e per l’installazione di pannelli solari e 100mila euro per chi effettua lavori di riqualificazione energetica globale.

Inoltre, i contribuenti devono possedere la fattura relativa alle spese sostenute e il bonifico parlante contenente le indicazioni dei dati del richiedente, il codice fiscale del beneficiario e la causale del versamento. 

Bonus ristrutturazioni 2017: quali novità? 

Come anticipato, le agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie sono state confermate dalla Legge di bilancio 2017 per tutto il prossimo anno.

In questo modo, i contribuenti grazie agli incentivi possono detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione di immobili adibiti ad uso residenziale, fino ad un limite di spesa pari a 96mila euro per unità immobiliare.

In maniera analoga agli ecobonus, le detrazioni devono essere ripartite in 10 rate annuali. 

Bonus Ristrutturazioni: chi può ottenerlo? 

Non sono soltanto i proprietari dell’immobile a poter accedere al bonus ristrutturazione, ma anche gli inquilini in affitto, gli usufruttuari e i nudi proprietari.

Per quanto riguarda gli interventi detraibili, essi sono:

– le opere di manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio,

– la manutenzione straordinaria,

– la ristrutturazione edilizia,

– il risanamento conservativo.

Al fine di usufruire delle agevolazioni sulle ristrutturazioni, come per l’ecobonus, bisognerà essere in possesso della fattura e del bonifico parlante; inoltre sarà necessario presentare una dichiarazione di ristrutturazione.

 

Bonus mobili 2017: chi può ottenerlo? 

Assieme al bonus ristrutturazioni anche il bonus mobili, che consente di detrarre dall’Irpef il 50% dei costi sostenuti per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici per le abitazioni da ristrutturare, è stato prolungato per un anno. Il limite massimo di spesa è di 10mila euro.

I “grandi elettrodomestici” sono considerati gli elettrodomestici di classe non inferiore alla A+; la sola eccezione è il forno, per il quale è sufficiente la classe A.

Per quanto riguarda le condizioni per poter ottenere il bonus mobili sono analoghe a quelle previste per il bonus ristrutturazioni: quindi fattura, bonifico parlante e dichiarazione di ristrutturazione.

 

Sismabonus 2017: come funziona? 

Come detto, una delle più importanti novità delle agevolazioni fiscali sulla casa introdotti dalla nuova Legge di Stabilità è il cosiddetto sismabonus.

Si tratta di una detrazione dei costi sostenuti per adeguare alle misure antisismiche gli immobili che si trovano in zone ad alto rischio di terremoto. La base dalla quale partirà la detrazione è del 50% del costo, tuttavia potrà crescere fino all’80% a seconda della classe di rischio ottenuta grazie agli interventi e addirittura fino all’85% nel caso in cui i lavori dovessero interessare l’intero condominio. 

Come per il bonus ristrutturazione, il tetto massimo di spesa è di 96mila euro.


Detrazione 50% ristrutturazioni, ecco i lavori che non richiedono permessi

 

Gli interventi di ristrutturazione edilizia, che possono usufruire della detrazione 50% a fini fiscali, non sono tutti uguali. E non sempre hanno la medesima complessità. I cantieri più difficili, come quelli necessari per il rifacimento di un tetto o degli impianti, per esempio, richiedono permessi e titoli abilitativi particolari (e in alcuni casi anche la notifica preliminare alla ASL); mentre altri tipi di lavori possono essere eseguiti seguendo un iter più semplice, che richiede da parte del committente una semplice autocertificazione da allegare alla dichiarazione dei redditi.

Ma quali sono le categorie di lavori di ristrutturazione e di miglioramento di un immobile che, pur rientrando nell’elenco dei lavori fiscalmente detraibili, non necessitano di permessi, nulla osta e titoli abilitativi (come la DIA o la SCIA)?

Preliminarmente occorre comunque ricordare alcune considerazioni fondamentali per poter beneficiare della detrazione 50% sulle ristrutturazioni. Anzitutto, la condizione necessaria per poter usufruire del bonus fiscale è quello di avere eseguito ipagamenti dei lavori tramite un bonifico bancario parlante, la cui corretta compilazione è stata oggetto di un recente post su queste pagine (leggi anche Detrazione 50% ristrutturazioni, cosa scrivere sul bonifico bancario?)

In seconda battuta, la detrazione 50% (valida dal 26 giugno 2012 fino al 30 giugno 2013) si applica non sulla base della data riportata in fattura, che può dunque essere anche antecedente alla data del 26 giugno 2012, ma su quella in cui è avvenuto il pagamento tramite bonifico. Invece, gli acconti eventualmente pagati prima del 26 giugno 2012 saranno soggetti a una detrazione del 36%.

Barriere architettoniche, sicurezza, cablaggi: ecco i lavori detraibili che non richiedono permessi
Sinteticamente, possiamo raggruppare in cinque tipologie i lavorie gli interventi che, pur godendo della detrazione 50%, non richiedono da parte del committente l’ottenimento di permessi edilizi.

1. Interventi per la cablatura di edifici
lavori di cablatura, ossia quegli interventi rappresentati dall’insieme dei collegamenti e impianti fisici (cavi, connettori, permutatori, infrastrutture di supporto) che permettono l’interconnessione a livello di rete locale, tipicamente nell’ambito di un edificio o un gruppo di edifici.

2. Abbattimento delle barriere architettoniche
Non richiedono particolari permessi, in questo ambito di lavori, gli interventi per la realizzazione di un elevatori e montacarichi. Ricordiamo anche che tutti i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche beneficiano anche di un regime di IVA agevolata al 4% (per ulteriori dettagli sulle aliquote IVA da applicare per i lavori edili leggi IVA agevolata ristrutturazioni edilizie: quando al 4%, al 10% e al 21%).

3. Prevenzione incidenti domestici
Moltissimi interventi semplici che consentono la prevenzione degli incidenti domestici possono usufruire della detrazione 50% e non richiedono permessi particolari. Gli esempi sono moltissimi: si va dall’installazione di un “salvavita” all’impianto elettrico, alla sostituzione di prese elettriche danneggiate, dal rinnovamento dei tubi del gas all’installazione di dispositivi per la rilevazione precoce di fughe di gas.

4. Sicurezza dell’edificio
Anche i lavori che rientrano del novero della security godono della detrazione 50% e non hanno necessità di nulla osta preventivi. L’installazione di un portoncino blindato d’ingresso, di un sistema di videosorveglianza (tramite la conversione di un normale citofono in un video citofono), l’applicazione alle finestre di vetri anti sfondamento, la predisposizione di sistemi di allarme (anche senza fili), telecamere di sicurezza, cancellate e griglie di protezione, sono tutti esempi di lavori per i quali è possibile richiedere il bonus fiscale.

5. Interventi per il miglioramento della qualità della vita dei portatori di handicap
In questa categoria di interventi da poter fare senza permessi vi è, per esempio, la sostituzione delle tapparelle ad attivazione manuale con quelle azionate da motorini elettrici o, ancora, l’installazione di servo scale interne per agevolare la salita e la discesa delle persone con difficoltà deambulatorie tra piani diversi dell’abitazione

 

 


Conto termico, serramenti e infissi. Scende la trasmittanza termica U

10.11.2012

 

 

Il Governo si prepara a varare un nuovo schema di incentivazione detto Conto termico (Conto Energia Termica Rinnovabili) per favorire i sistemi di produzione di energia termica e per migliorare l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare del paese (vedi news). In grande sintesi, il DM in preparazione prevede incentivi diretti ai soggetti responsabili (privati e PA-pubbliche amministrazioni) fino al 40% della spesa ammissibile suddivisi in 2 o 5 anni, come da Tabella A.

Il provvedimento, che è ancora in bozza, riguarda anche il settore dell’involucro, dei serramenti e degli infissi con alcune importanti novità riguardanti i sistemi di schermatura e/o ombreggiamento e i relativi sistemi di automazioni e di controllo e le serre.
Soggetti ammessi. E’ bene subito precisare che nel caso dei serramenti e infissi i soggetti ammessi all’incentivo del Conto termico sono le pubbliche amministrazioni, finora escluse da ogni agevolazione per l’efficienza energetica, e non i soggetti privati ai quali sono destinate, ma solo fino al 30 giugno 2013, le agevolazioni fiscali del 55%. Quindi, gli interventi ammessi sono quelli attuabili in tutti gli edifici della pubblica amministrazione come la piccola Scuola elementare qui rappresentata nella foto di apertura.
Interventi ammessi. Tra le tipologie di interventi incentivabili di cui all’art. 4, comma 1, lettera b),vi è la “sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato”. L’Allegato I, a pag. 20 della bozza del Decreto Ministeriale (per il download clicca qui), specifica i criteri di ammissibilità dell’intervento e riporta i criteri di calcolo degli incentivi in Tabella 1 riportata qui accanto. Due i criteri di ammissibilità. Anzitutto, l’incentivazione della sostituzione dei serramenti delimitanti l’involucro climatizzato è ammessa se gli infissi sono installati congiuntamente a sistemi di termoregolazione o valvole termostatiche oppure se questi sono già presenti al momento dell’installazione. In secondo luogo vanno rispettati i requisiti tecnici di soglia per tecnologia, ovvero le cosiddette “chiusure trasparenti, comprensive di infissi” devono rispettare i valori limite di trasmittanza termica Uw specifici per ogni zona climatica di cui alla Tabella 1 qui sopra riportata.
Calcolo incentivi. La Tabella 3, a pag. 23 della bozza di DM, qui a lato, offre il quadro complessivo delle tipologie di interventi ammessi, della relativa percentuale di spesa incentivata, del costo massimo ammissibile e del valore massimo Imax dell’incentivo erogabile.
Nel caso della sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi, sempre se installate congiuntamente a sistemi di termoregolazione o valvole termostatiche o in presenza di questi sistemi al momento dell’intervento, è previsto un incentivo pari al 40% della spesa ammissibile erogato in 5 anni (come da tabella A). Il costo massimo ammissibile è di euro 350 per metro quadrato di intervento per le zone climatiche A,B e C fino a un valore massimo di incentivo Imax di 45 000 euro e di euro 450 per le zone climatiche D, E e F fino a un valore Imax pari a 60 000 euro.

Incentivo totale. Il valore dell’incentivo totale per intervento è dato dalla formula Itot = %spesa x C x Sint dove C è il costo effettivamente sostenuto (con il limite Cmax di Tabella 3) e Sint è la superficie dell’intervento. L’incentivo totale non dovrà superare il valore Imax riportato nella colonna 4 della stessa Tabella 3 a pag. 23 della bozza del provvedimento. (eb)


Riqualificazione energetica edilizia.Ora c’è il protocollo CasaClima R

29.01.2013

 

La riqualificazione del parco immobiliare italiano, obsoleto e inefficiente, e soprattutto il risanamento energetico è la sfida principale che il mondo dell’edilizia dovrà affrontare nei prossimi anni non riguarderà solo la costruzione di edifici energeticamente più efficienti, ma soprattutto il miglioramento energetico e qualitativo dell’immenso patrimonio edilizio esistente.

Non si può non essere d’accordo con l’affermazione di principio con cui, in occasione della recente fiera Klimahouse di Bolzano, l’Agenzia CasaClima ha annunciato pubblicamente l’apparizione di un nuovo protocollo denominato CasaClima R destinato specificatamente al rinnovo energetico delle abitazioni.

Spiega l’ing. Ulrich Santa, direttore dell’ente bolzanino (qui nella foto nello stand dell'Agenzia a Klimahouse 2013): “Mentre per gli edifici di nuova costruzione esistono da tempo soluzioni standard di provata efficacia per quanto riguarda sia le prestazioni energetiche che per il rapporto costi/benefici, così non è per il risanamento energetico dell’enorme patrimonio esistente. Il nuovo protocollo CasaClima R è stato sviluppato dopo lunghi studi per fornire risposte a problemi specifici”.

Le statistiche sui consumi di energia per il riscaldamento non lasciano dubbi. Nelle regioni nel Nord Italia, evidenziano in Agenzia CasaClima, il consumo di energia degli edifici esistenti si aggira, mediamente, attorno ai 18-20 litri di gasolio per metro quadro annuo. La media nazionale è stimata intorno ai 12-14 litri di gasolio (equivalenti a 12-14 metri cubi di gas). Quasi dieci volte rispetto ai valori dei consumi di case certificate CasaClima Gold e A. Visto il divario tra i consumi reali e i consumi possibili dopo il risanamento energetico di un edificio, c’è da scommettere che il protocollo R contribuirà a stimolare ulteriormente il processo di riqualificazione energetica degli immobili. (eb)

 


Posa in opera dei serramenti: i controtelai termoisolati


Il controtelaio (detto anche falsotelaio o, in alcune regioni, cassamorta) è l’elemento di connessione tra la muratura e il serramento. Esso riquadra il vano murario, crea un riferimento preciso per la posa del telaio, consente l’ancoraggio meccanico del serramento alla muratura e stabilisce le quote del davanzale e dell’intonaco. Si tratta di un componente tipico del nostro paese in cui il serramento viene considerato un elemento di completamento dell’involucro edilizio e come tale posto in opera a intonaco ultimato onde evitare che possa sporcarsi o subire danneggiamenti.

I controtelai tradizionali e le loro problematiche
I controtelai in uso fino a qualche anno fa erano costituiti da tre assi di legno - generalmente abete - inchiodate tra loro a formare un portale; oppure venivano impiegati dei controtelai metallici - il più delle volte in lamiera zincata - consistenti in due piedritti e un traverso superiore. Oggi questi tipi di controtelai risultano superati (anche se purtroppo continuano ad essere adottati in alcune realtà locali) in quanto la mancanza di una traversa inferiore (il cosiddetto “quarto lato”), la geometria dei profili e a volte il materiale utilizzato (è il caso di quelli metallici) li rendono inadeguati alla realizzazione di involucri edilizi energeticamente efficienti, tanto più se abbinati a serramenti con ottime prestazioni in termini di isolamento termico e acustico. Essi infatti costituiscono dei pericolosi “ponti termici ” tra l’ambiente esterno e l’ambiente interno che portano a dispersioni di calore e che possono determinare, in condizioni climatiche particolari, la formazione di muffe o condensa superficiale e/o interstiziale.


I controtelai di nuova concezione
I controtelai di nuova concezione - detti “controtelai termici” - sono rigorosamente a quattro lati; il “quarto lato”, oltre a conferire una maggiore rigidità alla struttura, funge da taglio termico per il davanzale e offre un punto di ancoraggio per il traverso inferiore del telaio della finestra; generalmente presenta una geometria diversa rispetto a quella degli altri tre lati e di solito è anche costituito da un materiale differente in quanto sottoposto a particolari sollecitazioni di tipo meccanico e, soprattutto, esposto al rischio di ristagno di acqua (e a tutte le problematiche che ne derivano).
Per quanto riguarda gli altri tre lati si può in linea di massima affermare che dal punto di vista della geometria e pur con le ovvie differenze dovute all’utilizzo di materiali diversi sono quasi tutti caratterizzati da un profilo assimilabile in sezione ad una L: nella posa in opera del serramento il “corpo” della L gli fa da spalla interpondosi tra questo e la muratura mentre la “gamba” serve da battuta per il cappotto termico (o per la mazzetta in caso di muratura monolitica). In tal modo è possibile non solo realizzare un sormonto del cappotto sul controtelaio e su parte del telaio fisso (e quindi proteggere termicamente il relativo giunto) ma anche agganciare/attaccare sul lato verso l’esterno del controtelaio particolari elementi di completamento (quali pellicole, nastri termo-espandenti, profili porta-intonaco o porta-rasante) che assicurano la sigillatura esterna del giunto impedendo infiltrazioni di acqua battente anche in presenza di vento di elevata velocità e consentendo al tempo stesso lo smaltimento di eventuale umidità residua presente nel giunto stesso e proveniente dall’ambiente interno.
A sua volta il corpo della L generalmente presenta sul lato verso l’interno dell’ambiente un profilo sagomato che consente anche in questo caso l’alloggiamento di elementi accessori che assicurano la tenuta all’aria del giunto e la sua impermeabilità al passaggio del vapore. Un buon controtelaio deve poter svolgere anche funzione strutturale, cioè deve assicurare l’ancoraggio meccanico del serramento anche nel caso di serramenti molto pesanti; ciò significa che deve presentare ottime caratteristiche di resistenza meccanica. Deve inoltre essere in grado di impedire la formazione di crepe dell’intonaco in corrispondenza del giunto tra controtelaio e muratura. Ciò può essere evitato applicando in testata speciali profili porta-intonaco in grado di ridurre e assorbire le inevitabili tensioni tra materiali di diversa natura; tali profili sono dotati di nastri termo-espandenti che, oltre a garantire la sigillatura del nodo, svolgono anche la funzione di “ammortizzatori” e compensano scostamenti fino a 4 mm. I nastri presentano una superficie adesiva con banda rimovibile che consente un semplice e veloce incollaggio al controtelaio. Altra caratteristica interessante per un controtelaio è la possibilità di ottenere dei giunti “puliti” che non richiedano la successiva applicazione di antiestetici e costosi coprifili. Fondamentale in questo caso che l’ aletta di battuta sia di ridotto spessore (e che quindi sia di un materiale che consenta uno spessore di pochi millimetri) e, ovviamente, che sia presente il profilo porta-intonaco di cui si è detto (spesso infatti il coprifilo serve anche e soprattutto a mascherare le crepe dell’intonaco tra il giunto e la muratura).

Le tipologie e i materiali
In una suddivisione di larga massima e in funzione dei materiali impiegati è possibile individuare le seguenti tipologie di controtelai:

- Controtelai interamente in legno, con il corpo della L caratterizzato verso l’interno dell’ambiente da un profilo liscio o sagomato a due o anche a tre denti (che fungono da dima per il telaio, da base di incollaggio per la pellicola di tenuta all’aria e da battuta per l’intonaco interno); sono realizzati generalmente in legno lamellare, in OSB o anche in multistrato marino, un compensato ottenuto con legni molto resistenti all’umidità (tipo l’okoumé che è un tipo di mogano africano) di solito utilizzati nel settore delle imbarcazioni.
- Controtelai in legno e Pvc, con il corpo della L costituito da un’asse in legno (Osb, micro-lamellare, massello ecc.) generalmente a sezione rettangolare e di profondità variabile su cui viene fissato un profilo in Pvc, anche se non mancano anche in questo caso sagome a due-tre denti i quali svolgono le medesime funzioni già descritte al punto precedente. Il profilo in Pvc può avere diverse geometrie in funzione di una serie di parametri: profondità del sormonto dello strato coibente esterno, possibilità di alloggiamento di elementi di completamento (quali profili con rete portarasante o profili porta-intonaco, pellicole o nastri termo-espandenti), posizionamento del serramento rispetto al filo della muratura ecc. Grazie all’esiguo spessore della battuta in Pvc e alla presenza di elementi per la sigillatura integrati consentono di realizzare un giunto molto “pulito” che non richiede l’utilizzo di coprifili.
- Controtelai in Thermovinile, una particolare microschiuma derivante dall’estrusione di termopolimeri amorfi caratterizzata da ottime prestazioni termiche e buone prestazioni meccaniche, disponibile in barre di diverse dimensioni e geometria (ma prevalentemente con sezione a L) da tagliare a misura e assemblare e che permettono, in funzione delle scelte del progettista o delle esigenze del committente, la posa di qualunque tipo di finestra, sia in battuta (con una maggiore o minore visibilità del telaio fisso) che in luce. Le barre di solito presentano sulla superficie delle specifiche nervature che consentono di accogliere i vari accessori necessari per la sigillatura del giunto.
- Controtelai in Pvc, realizzati in profili di Pvc a più camere con anima strutturale in tubolare di acciaio inserita all’interno di una di essa. In alcuni casi si tratta di Pvc riciclato, ottenuto dagli scarti di produzione, e quindi a basso impatto ambientale. Si tratta generalmente di controtelai sviluppati e commercializzati da produttori di serramenti in Pvc e venduti in abbinamento ad essi.
- Controtelai in materiale isolante di ultimissima generazione, costituiti da strutture modulari realizzate interamente in Eps (Expanded PolyStyrene, polistirene espanso); la particolare lavorazione a pressione e temperatura elevate cui è sottoposto il materiale lo rende robusto e compatto; si ottengono così spalle molto stabili che non richiedono l’inserimento di profili metallici interni (che costituirebbero dei ponti termici).
- Controtelai in profilati metallici e materiale plastico, anch’essi assimilabili generalmente in sezione ad una L realizzata con un profilo di alluminio estruso o acciaio zincato prodotto in diverse varianti cui è agganciato verso l’esterno un profilo in materiale plastico isolante con funzione di taglio termico.

Per quanto riguarda il “quarto lato” i materiali più usati sono:
- Purenit, un prodotto a base di schiume rigide di poliuretano prive di clorofluorocarburi e idroclorofluorocarburi, gas dannosi per l’ambiente. E’ caratterizzato da una buona resistenza all’umidità e da un basso valore di conducibilità termica λ (0.06 ÷ 0.10 W/(m K))
- PUR - massiv, un materiale da costruzione a base di schiuma poliuretanica ad alta densità, caratterizzato da un basso valore di conducibilità termica (~0.06 W/(m K)).
- Profili in Poliammide, un tecnopolimero dotato di ottime proprietà meccaniche e di rigidità e, al tempo stesso, con una buona resistenza termica e bassamente igroscopico.
- Profili estrusi di Pvc, anche rigenerato, di solito utilizzati in abbinamento a piedritti e traverso superiore nello stesso materiale.
- Legno idrofobizzato, ovvero legno trattato con sostanze atte ad aumentarne la resistenza all’umidità.
- Pannelli in EPS (Expanded PolyStyrene, polistirene espanso) o in Schiuma rigida di poliuretano, con funzione anche di sottobancale. Pur continuandosi a utilizzare controtelai prodotti artigianalmente in funzione di una specifica commessa, negli ultimi anni sono stati messi a punto dall’industria del settore diversi tipi di controtelai di serie, alcuni di quali da parte di aziende produttrici di serramenti allo scopo di garantire una posa ottimale e offrire alla propria clientela un servizio più completo; differenti tra loro per forma e materiali impiegati, permettono di risolvere nel migliore dei modi un ampio spettro di esigenze costruttive agevolando la fase di posa del serramento.

Di seguito vengono riportate alcune schede relative ai principali controtelai per la posa del solo serramento presenti sul mercato. 

 


Conto Termico, Detrazione 50% e 55% a confronto, una tabella di sintesi

 

Gli incentivi previsti dal Conto Termico non sono cumulabili con le detrazioni previste dalla legge n. 296/2006 e s.m.i. (la c.d. Detrazione 55%) e dal d.P.R. 917/1986 e s.m.i. (il cosiddetto 36% ora Detrazione 50%) né con i titoli di efficienza energetica . Ci si pone quindi il problema di quale strumento utilizzare al fine di poter al meglio sfruttare gli incentivi pubblici esistenti, in quanto il decreto Conto Termico contribuisce alla realizzazione di interventi che possono beneficiare anche di altre forme di incentivi (sul Conto Termico, consulta il nostro dossier online) .

Come di seguito vedremo è il reddito, a parità di interventi, la principale discriminante attorno alla quale ruota la convenienza della scelta tra il Conto Termico e le detrazioni fiscali al 55 per cento (consulta il nostro Speciale Dossier Detrazione 55%).

Il Conto Termico presenta molte differenze rispetto alla Detrazione 55%, di esse solo alcune possono considerarsi completamente positive per i potenziali fruitori.

Fra le differenze che sicuramente vanno considerate da evidenziare positivamente vi sono :

1. la riduzione ad un periodo che va dai due a cinque anni del tempo di erogazione dell’agevolazione (era di dieci anni con la Detrazione 55%);

2. la possibilità della fruizione degli incentivi anche da parte della Pubblica Amministrazione;

3. il fatto che la gestione dell’incentivazione venga curata dal GSE, soggetto che ha dato prova di grande efficienza anche nella gestione di pratiche complesse e in periodi critici, con la conseguenza che il GSE si trova a gestire la quasi totalità dei sistemi di incentivazione miranti a favorire la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili e del risparmio energetico (Enea svolge il ruolo di struttura tecnica di supporto al GSE);

4. l’incasso diretto degli incentivi e quindi di denaro fresco, rispetto alla possibilità di fruire di una detrazione fiscale, il che sarà apprezzato soprattutto da Aziende e professionisti e comunque da tutti i Soggetti che non hanno la sicurezza di avere un reddito tale e prolungato nel tempo, che garantisca per ben dieci anni la possibilità di aver sempre imposte da versare, da cui detrarre i benefici conseguenti all’intervento effettuato;

5. il fatto che la spesa per l’incentivazione ricada non sulla fiscalità generale ma sul costo del mc di gas naturale distribuito;

6. la possibilità di fruire di incentivi di consistente entità percentuale rispetto al valore di acquisto e di installazione degli impianti stessi (ciò solo per gli interventi di sostituzione o di installazione di caldaie a biomassa o di termo camini o per interventi di solare termico) .

Fra le differenze meno favorevoli ai cittadini si evidenzia:

1. Il fatto che il Conto Termico restringe alla sola Pubblica Amministrazione la possibilità di fruire degli incentivi per la realizzazione di isolamento  di pareti, tetti e pavimenti, la sostituzione di infissi, la sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione  e l’installazione di sistemi di schermatura e ombreggiamento;

2. La limitatezza delle risorse rese disponibili (pari a 900 milioni all’anno contro gli oltre 2.500 milioni portati in detrazione nel 2010 nel sistema della Detrazione 55%)   ;

3. I limiti prestazionali minimi piuttosto stringenti;

4. la documentazione da presentare sicuramente più corposa (e costosa) di quella richiesta in precedenza per la Detrazione 55%;

5. Il fatto che il Conto Termico per alcuni interventi, prevede di incentivare solo una percentuale della spesa, e impone anche un costo unitario, specifico per unità di misura, mq, piuttosto che kWt, massimo ammissibile e un valore di incentivo massimo erogabile.

Attesa tale scarsità di risorse sarà fondamentale la capacità di essere tempestivi nell’avvio delle procedure e nell’inoltro della domanda di incentivazione. In ogni caso fino al 30 giugno 2013, gli utenti privati potranno almeno scegliere se avvalersi delle detrazioni del 55%, del Conto Termico o delle ristrutturazioni edilizie (d.P.R. 917/1986), che possono comprendere anche interventi di risparmio energetico.

Nella tabella seguente (scarica qui la tabella in formato PDF) è infine riportato un quadro comparativo di raffronto tra Detrazione 50% (36%) , Titoli di efficienza energetica, Detrazione 55% e Conto Termico